E’ il primo figlio, VERO ?!

E quindi adesso me ne vado in giro con questa bambina sempre addosso. Sono esposta come tutti i genitori a qualsiasi (qualsiasi!) domanda sul piccolo essere. Queste vanno dall’esitante approccio “…bimbo o bimba?” al paradigma della visione bimbo-tiranno “…e vi fa dormire? E’ BUONA?!” . Sempre interessante la grammatica emotiva di queste domande, i punti in cui vengono incastonate, i tempi, in risposta a cosa e prima di quale altra domanda.
L’analisi conversazionale è sempre stato uno dei miei vizi e feticci, è vero.
Io sono troppo poco leggera, è vero.
La gente non sa davvero come impegnare un silenzio. Anche questo è vero.

Una delle più vaste categorie di domandatori è quella dei giudicanti, che potremmo definire delle giudicanti perché costituita esclusivamente da donne. Sono quelle che la sanno lunga, ah! come la sanno lunga loro nessun altro! Che hanno lo sguardo saputello e gli occhi stretti strizzati. Spesso -per essere anche un po’ Lombrosiani ché alla fisiognomica io in fondo in fondo un po’ ci credo- hanno le labbra sottili e sono non magre, ma secche. Queste la sanno così lunga che qualsiasi cosa tu dica, loro la sanno, e non solo la sanno, la sapevano già, ma da mò! Riescono ad essere inopportune SEMPRE, pure se ti stanno mostrando una casa vacanze che non è la loro ma stanno facendo un favore ad un amico. Allora tu con la bimba dormiente in braccio la segui sorridente attraverso queste tante porte e questo cattivo gusto tutto casa-al-mare-bianco-giallo-blu-corde-conchiglie-mappedeiventi. Speri faccia presto, hai fame. Ma ecco che s’arresta, qualcosa non quadra.
‘Sta bambina sarà da “metterla giù”. Sarà da “sistemarla”. Il tuo compagno poi, perché non è stato ancora così svelto da porgerti il salvamamma passeggino?!!

E attenzione:

“non vuoi sistemarla?”

“no no non mi serve, sto benissimo così”

“ahhhhhh è il primo figlio, VERO?!”

Non si contano più oramai le volte in cui mi hanno chiesto se era il primo figlio , (VERO?!) e che me lo abbiano chiesto PERCHÉ la tengo molto a contatto con me. O dato che la bacio molto. O dato che passo e voglio passare molto tempo con lei. O dato che non tollero che pianga. O dato che dorme con me e il padre…

Allora mi chiedo se a fronte di un ragionevole divario di esperienze tra primi e secondi figli, non ci sia da qualche parte sottintesa la teoria che i secondi figli vengano abbandonati un po’ a loro stessi causa calo di hype nei confronti della genitorialità. E allora magari è per quello che noi primi figli abbiamo avuto più fotografie da piccoli, ma meno vacanze da soli fatte senza lotte e disperazioni. Tutto può essere, suvvia. Ma dire ad un neogenitore che “è il primo figlio VERO? perché si nota una relazione a stretto contatto mi fa una tristezza immensa. E poi dai, scendiamo nel dettaglio. A vedermi magari non posso sembrare più giovane,però ok non dimostro 20 anni ma nemmeno 50. Quindi se ci fosse un secondo figlio dove dovrebbe stare se non in vacanza con me?! Come potrei rispondere dunque?
“No non è la prima, l’altro è in montagna coi figli”.
“No non è il primo, l’altro ha sei anni e sta in interrail”.
“No, l’altro l’ho dato via, ma comunque lo coccolavo molto da piccolo”.

Ma la domanda è solo una domanda, una domanda come un’altra. Una domanda che io analizzo così nei dettagli solo perché non è la domanda ad essere troppo stupida, ma la mia risposta ad essere troppo complessa.

No. Non è la prima mia cara signora. L’altro è morto a quattro anni per leucemia.

E si può dire? Non si può dire.
Così tanto non si può dire che non esiste nemmeno una parola. Tanto è tabù la morte di un figlio che non abbiamo nemmeno una parola, nemmeno per la Vergine Maria c’è stata una parola, ma solo perifrasi.
Ci sono i vedovi, le vedove, gli orfani. E poi quelli con la perdita che non si può dire.

Tanto è tabù la morte che io stessa all’ennesimo “è il primo figlio, VERO” spesso ho detto “si” e ogni volta un battito di ciglia chiedeva scusa per quella negazione. Si dopo si. Negazione dopo negazione. Cercando di difendere gli altri da quel dolore e me dal dover spiegare quando non addirittura consolare, si è costruito un arginetto di detriti e sporco in quel fiume che scorre dentro in profondità. Andare e venire dal conoscere il profondo motivo di scelte come questa e nonostante tutto essere ancora capaci di rimproverarsi per averle fatte.
Può essere che come spesso accade certi pesi debbano essere semplicemente trasportati da un punto ad un altro della vita, e poi mollati. Può essere che il senso di tutto questo sia stato fare un altro pezzetto di strada, esaurire il motivo di esistere di questi bagagli e magari imparare ad essere quelli che dai tabù si liberano.

Può essere per questa storia qui che qualche giorno fa ne ho incontrata un’altra. Un’altra donna che non si può dire, come me. Ho parlato con lei in una lingua nuova che veniva fuori da sola, senza dire neanche una delle cose che di solito dico agli altri  e dicendone altre che non ho mai detto a nessuno. Come se, al prezzo di non avere una sola parola per dirci, avessimo una lingua a parte per raccontarci.
E’ tanto bella. L’ha detto. L’ho toccata. Poi a me sembrava di non poterla mai lasciare andare, ma non per disperarci insieme, no a quello non ho pensato, volevo solo trattenerla. La volevo guardare e guardarmi perché facevamo le cose a specchio, come in un gioco di bambini. Sarei stata lì a guardarla per ore.

E c’era Lei che intanto faceva le sue cose. Chissà che cosa ne farà Lei di tutta questa storia, chissà questa storia che storia diventerà nelle sue mani.

 

3 Pensieri su &Idquo;E’ il primo figlio, VERO ?!

  1. Gesucristo Chiara, ti regali!! Sapessi quanto bene fa leggerti! tu e la tua vita che brucia di vita. La tua bimba viene dal fuoco e devi tenerla si vicina. per tenerla calda, per scaldarti. Ci sono occhi avidi di gioia, quasi a volerla rapire a chi la custodisce come preziosa. Impara un ritornello e recitalo, tra un pò lo farai con lei. Complici perfette nella danza della vita di fuoco. Maia quando si avvicinano per romperci i coglioni (scusa il francesismo oggi ho subito pesantemente!!) saluta con la manina. lei mi sente e sa. Complici perfette!! La tua bimba viene da dentro di te…TUTTO SA…come nessun altro in questo mondo. E’ impastata delle tue emozioni seppure sarà diversa, lo è già magari. Alcune figlie vogliono nascere per smontarci e farci rimontare nuove. Ancora non so dirti di più ma so che capisci. ❤ ti prendo come un regalo donna fuoco 😀 anche se mi travolgi.

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  2. chiara, questa volta non commenterò, ma aspetteerò la prima occasione vera per abbracciarti sul serio … con tutta la forza che mi sta dando bianca! ti voglio bene

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