Aiutami a fare da sola

Da qualche tempo la guardo rotolarsi sul tappeto.
Cercare di andare dove decide. Vederla che si gira da sola mi sembra ancora un superpotere.
Quando l’ha fatto per la prima volta io non l’ho vista.
Sono una mamma “ad alto contatto” e non l’ho vista.
Ero lì accanto ma lei si è girata e io non l’ho vista. L’ho vista dopo. A cose fatte. L’ho guardata che era supina e quando l’ho cercata di nuovo con lo sguardo era prona; gomiti e avambracci a terra, faceva il cobra con quel collino teso, il mento in alto, gli occhioni spalancati e l’espressione vittoriosa.
Quanto è passato tra i miei due sguardi? I millenni di evoluzione in cui abbiamo costruito delle nuove competenze. La memoria di muscoli e istinto.
Non ho visto mentre lo faceva. Mi ricordo bene lo stupore, anche un po’ di straniamento, tipo “ok l’ha girata lei”, l’unica altra persona presente. Non l’ha girata lei. Si è girata da sola.

Immaginavo che quando fosse successo io sarei stata lì a farle il tifo, a supportarla, a contenerla. A sentire il brividino che dice: “sta per fare una cosa importante”.

Invece io raccoglievo resti di un piccolo rito bello e lei si girava. Io tornavo nel mondo reale dopo una gitarella nel non luogo dove le radici sono più profonde e lei si girava. Da sola.

Ora sa girarsi bene e rapidamente. Per un po’ di tempo però rimaneva col braccio incastrato sotto la pancia e protestava. E io la aiutavo. E ogni volta che la aiutavo pensavo alla prima volta, e sorridevo di quel mio aiuto, mi sentivo un po’ ridicola.
La prima volta io non l’ho visto quel braccio. Lei si è divincolata da sola. Non ha protestato. Io ero vicinissima e lei ha fatto quel che doveva fare da sola.

Mi ha scosso e ci penso spesso.

Mi ha voluto subito mostrare questa cosa. Prima dei quattro mesi di vita fuori dalla mia pancia lei mi ha fatto vedere cosa stiamo facendo insieme.
Abituiamoci a stare insieme così, tu ed io.
Nel prodigio di costruire l’indipendenza dentro alla sicurezza e al conforto. Un contenimento ininterrotto, dentro il quale esaurire il tempo della dipendenza reciproca (perché è reciproca) e poi lasciar(si) andare.

Tu. Piccola strega. Che mi insegni il mondo daccapo, smussi gli angoli, premi sulle ferite fino ad aprirle così tanto che poi diventano pelle nuova.

4 Pensieri su &Idquo;Aiutami a fare da sola

      • chiara, grazie per la tua immensità… le cucciole sono più avanti di noi, nella loro grandezza, fanno passi da gigante e noi già invecchiamo. è inevitabile ed è meraviglioso allo stesso tempo. banale a dirsi ma assolutamente vero nella sua semplicità. bianca l’altro giorno ha portato la mia mano in modo consapevole sul suo stomaco e ha guidato i miei gesti in un massaggio calmante come mai aveva fatto prima. l’impressione di quel momento assoluto è sempre con me, come tutti gli attimi in cui la sua vera identità prende il sopravvento e spazza tutte le mie “false” convinzioni su di lei.

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