mammal blues

Abbiamo dormito abbracciati, lasciandoci e tenendoci, tutti e tre, a due a due, tutti, e poi tutti insieme in tre, arrotolati, sovrapposti. Mani e piedi e seni e pance e piedini, manine, guanciotte, bocche grandi, piccola bocca profumata. Abbiamo un po’ grugnito, sorriso, aggrottato la fronte per una tetta che scappa, per una mattina che chiede il risveglio, per la voglia di grufolare ancora un po’. Per il nostro tre che non si vuole mai sciogliere. Il nostro due ha appiccicato al nostro tre questa fame di pelle e di odore. Quanti millenni sono che ci annusiamo, noi?

Allora la mattina sa meno di uffa poteva durare ancora un po’
, Ottobre è meno cattivo,forse, stavolta.

Lei che apre gli occhi e sorride. Un grande grande sorriso mentre ci cerca. Ecco lei, ecco lui, bene siamo tutti. Posso sorridere.

Questa fiducia qui, questo affidarsi, questa felicità, ogni mattina, mi fa girare la testa. La guardo e mi gira la testa, letteralmente.

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