Sta scritto.

Non si tratta di ansia. Tantomeno di possesso.

Dareste della possessiva a una leonessa? Direi di no. “Segue il suo istinto”. Dite. Ah, ecco.

Una madre umana è fatta allo stesso modo. L’istinto è lo stesso, identico, potete pure urlarmi contro che dico fesserie ma se vi mettete a studiare un po’ scoprirete che l’istinto è lo stesso. Solo che non tutte ci consentiamo di metterci nella condizione per accedere a quell’istinto. No. Perché ci siamo tutti messi a ravanare tra Natura e Cultura, andata e ritorno, andata e ritorno e in questi giochetti noi homo sapiens ci rimettiamo sempre tanto, se non tutto, tutta la sapienza selvaggia, e rischiamo di diventare tutti degli insulsi Homo troppo Sapiens.

Ci si mette a questionare l’evoluzione umana nei manualetti di puericultura da due soldi, nei libretti sui metodi per far fare cose ai bambini. Diventano best seller quanto più si pongono a contrasto con il comportamento che verrebbe naturale se ci ricordassimo che siamo mammiferi, se dessimo uno sguardo a quello che fa coi piccoli la gatta randagia che la mattina lascia le impronte sulla macchina prima che andiate in ufficio.

Quando una donna partorisce come Natura comanda il salario minimo garantito per tutto quello sconvolgimento è una botta di ormoni che altro che il lievito madre di Bonci, quelli si che sono antichi. Oltre ad essere antichi quegli ormoni sono pure l’indicazione al miglior mix possibile di comportamenti utili a garantire la sopravvivenza di cucciolo e madre. Una roba potentina, come dire. Un pacchettino di istruzioni redatto da Sua Maestà Natura in persona, perfezionato nel corso di millenni.

Ed è là che sta scritto TUTTO. Nulla deve fare una madre se non affidarsi. Volendo si potrebbe abdicare ad ogni volontà e seguire solo le istruzioni degli ormoni. Sono i suggeritori delle migliori strategie di maternato dalla nascita dell’Uomo (della Donna! Da sola, senza costolette di maschio di mezzo) ad oggi.

Sta scritto tirala su dal sangue, tienila addosso e aiutala a nutrirsi, subito, prima che sia freddo, prima che sia tardi. Sta scritto annusala, e in quell’odore riconoscila, lei per te, te per lei. Leccala, tienila addosso, sulla pelle, sentila succhiare il seno, ascolta i corpi rispondere. Sta scritto non lasciarla mai, fiuta i predatori, ogni odore altro è male. Tienila vicino la notte, che si scaldi, e si nutra, e resti attaccata alla vita. Dorme lei per quietare il mondo tutto, tu sii vigile ad ogni rumore, pronta a sfamarla, a scappare, a difenderla. Riposati dentro quegli squarci di infinito mentre il succhiare libera ondate di pace e torpore, allora si, dormirai.

E’ là che sta scritto tutto. Ed è là che certe cose non stanno scritte affatto.

Quindi state pure sereni. Il possesso non è qui. Il possesso magari è quella roba con cui vi siete invischiati dopo aver cercato di far diventare un bambino indipendente a tre mesi e poi non riuscite a mollare un trentenne alla sua vita e alla sua volontà.

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