Santa Sangre

Quattro mesi fa esatti, dopo nove senza sangue, vedo il sangue e chiamo: Amore! c’è il sangue!
Così inizia la strada mia e di Lei, col sangue. Il sangue, poco, che avvisa. Che dice qui stiamo iniziando ad aprire il fiore di carne rossa e sangue. Il sangue.

Il sangue rosso acceso.

Pensavo al sangue mentre il travaglio non partiva, al sangue che volevo vedere. Al sangue bello che avrebbe avvolto Lei, nuova e sacra. Il sangue sacro della nascita. Il sangue dall’odore di sangue più inebriante.

Sangue! Santo! Santo! Santo!

Il sangue sul letto grande di casa mia. Il sangue sul letto dell’amore di casa nostra. Il letto pieno di sangue. Il cuscino col sangue. Le mani sporche di sangue. Lei bella, pulita, profumata di liquido amniotico e sangue. Profumi sacri che non dobbiamo farci sottrarre. Significa annusare la vita vera, senza sconti, senza privazioni, senza predatori e mutilazioni. Il sangue bello della vita, quel sangue che profuma un po’ di sesso, che fa venire quasi l’acquolina, che non ha il tono freddo del sangue di ferita, quello sa di ferro, no. Sangue che sa un po’ di mare, un po’ di conchiglia, di miele d’amore.

La placenta di carne e sangue, bella, potentissima. Le sfumature di bianco, rosa, rosso, viola. E l’odore di sangue, di quel sangue uguale a nessun altro sangue.

I rivoli di sangue nell’interno delle cosce, sui polpacci, una goccia di sangue su un piede, sul piede sinistro, quello con la Luna. La Luna e il sangue.
Le lenzuola bianche e il sangue. La doccia e il sangue. L’asciugamano di lino e il sangue.

Poi sangue che pulisce, il sangue che accompagna i primi giorni, il sangue che ti dice rimetto tutto a posto, rimetti tutto a posto, tu e Lei rimettete tutto a posto. I crampi e il sangue, il dolore che sa. Il dolore e il sangue che sempre sanno come si fa.

Il sangue della placenta conservata e seppellita ad un anno da quando è iniziata a crescere, ad un anno da quando ho scoperto che Lei c’era. La placenta ancora profumata, ancora stillante sangue rosso, sangue bello. Il sangue nella terra, il sangue che imbeve la terra.

Quattro mesi fa esatti, dopo nove senza sangue, vedo il sangue e chiamo: amore! c’è il sangue!

E di nuovo. Amore, c’è il sangue. Il sangue che dice qui è terra fertile. Il sangue che ti lascia stupita e stordita come se non l’avessi visto mai. Il primo sangue, ancora sangue nuovo. Ancora prodigi del sangue dentro i cicli naturali che si archiviano come dati medici in una cartella clinica. I cicli che dimentichiamo di osservare, di celebrare, di ringraziare.

Il sangue nuovo della terra fertile, della terra di nuovo fertile grazie al sangue. La Gratitudine per il Sangue.

Il sangue, Santo, Santo, Santo, Santo, Santo.

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